Skip to main content

publications

Io sono


Quando Nando Calabrese e Pietro Loffredo, soci di Tempolibero e molto attivi sulla scena artistica e culturale, mi hanno parlato di questo loro progetto, ho subito capito che era in linea con la mission della nostra associazione e che poteva rappresentare per tutti noi un momento di condivisione e di crescita su tematiche sempre più urgenti ed impellenti. La violenza sulle donne, i femminicidi, le discriminazioni di genere sono temi di cui si parla tanto, a cui tante attività sono dedicate ma che, purtroppo, vedono ancora numerosi nodi irrisolti. Uno scenario che ci preoccupa e ci inquieta rispetto al quale “l’azione” dei due autori appare – a mio avviso – una proposta che senza la pretesa di essere salvifica o risolutiva si limita (ma il limite in questo caso non appare una limitazione) ad una denuncia fortissima, capace di captare l’attenzione fortemente e, con ironia tutta napoletana, instaurare una sottile polemica con chi, di fatto, le donne non le protegge.

IO SONO diventa allora una galleria di volti diversissimi tra loro, che - ad eccezione della nota faccia di Antonella Stefanucci, “madrina” dell’iniziativa e nostra socia - appartengono a donne comuni, professioniste, operaie, casalinghe. Volti non necessariamente belli o alla moda, volti che reclamano di esistere, che, nella loro assoluta normalità, rivendicano quel diritto ad essere tutelato che è di ogni essere vivente. Nelle fotografie di Nando Calabrese si avverte tutta la tensione e la drammaticità della questione: non donne patinate o ritoccate per apparire più belle, non donne da copertina ma volti preoccupati, inquieti, in pericolo. Gli sguardi penetranti e talvolta cerchiati, stanchi, affaticati scavano nell’animo di chi guarda queste foto e sembrano invocare quel diritto ad esistere condensato nel titolo. Ad alleviare la drammaticità di queste immagini, realizzate in un bianco e nero “lacerante”, l’intervento pittorico di Pietro Loffredo, artista che nel suo percorso ha indagato a lungo il mondo della scaramanzia di tutto il mondo per trarne un insegnamento fondamentale: non basta! XIV  

Il valore consolatorio ed illusorio di questa pratica tanto diffusa non è sufficiente a diventare protezione, aiuto. E allora, ironicamente ma non senza un velato disappunto, l’artista interviene interrompendo il bianco e nero delle foto e “squarciandolo” con un rosso evocativo, violento, problematico, quasi a voler porgere a queste donne un suo segno di aiuto, un’ultima chance in veste di fortuna che, provocatoriamente, altro non è che un appello per politiche più incisive. Ne risulta una mostra essenziale, priva di orpelli, quasi scarna per la precisa volontà di essere tale. Come se si volesse affermare che dinanzi alle troppe parole, ai troppi proclami, alle troppe promesse… le donne sono e restano sole in un mondo che produce femminicidi ad un ritmo davvero insostenibile. 

 

Clorinda Irace
Curatrice della mostra e Presidente dell’Associazione TempoLibero

testi di:
Ilaria Perrella Presidente - Consulta regionale per la condizione della donna
Maria Iannotti - Direttrice Biblioteca Nazionale Napoli
Clorinda Irace - Presidente Associazione TempoLibero e curatrice della mostra

catalogo pubblicato dalla Casa Editrice:
La Valle del Tempo

Finito di stampare novembre 2023